A zonzo sul ponte tibetano di Matera
Ponte tibetano di Matera verso il tramonto

Tutto quello che c’è da sapere sul ponte tibetano di Matera

Il ponte tibetano di Matera è una attrazione irresistibile per gli amanti delle passeggiate, della natura, della fotografia e dei panorami mozzafiato.

Con un balzo si passa dalla fiaba dei Sassi di Matera al profondo Neolitico in men che non si dica.

Percorrendo l’itinerario 406 (di cui avrai tutti i dettagli più avanti), si arriva al belvedere che si affaccia su Matera, uno spettacolo unico soprattutto all’alba.

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Ponte tibetano Matera
Il Ponte tibetano di Matera, situato sul torrente Gravina, visto poco prima di essere attraversato

Come si raggiunge il ponte tibetano di Matera?

Il ponte è facilissimo da trovare perché si trova praticamente in città. Matera, per chi ancora non c’è stato, è stata costruita sul costone di un canyon ed è tutta dallo stesso lato di questo crepaccio. Dall’altro lato c’è invece il Parco della Murgia Materana e sul fondo del burrone scorre un torrente che si chiama Gravina.

Va da sé che il torrente si trovi nel punto più basso di questo paesaggio per cui per trovare il ponte tibetano di Matera, ti basterà cercare con lo sguardo prima il burrone, poi il torrente ed infine il ponte.

Ora che sai grosso modo come cavartela posso darti qualche indicazione più precisa. Raggiungi via Madonna delle Virtù, puoi farlo facilmente attraversando sia il Sasso Caveoso che il Sasso Barisano.

Percorrendo questa strada raggiungi la piazzetta di Porta Pistola dove c’è un piccolo parcheggio (attento sei in ZTL) e troverai facilmente l’imbocco del percorso che arriva al ponte tibetano di Matera.

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Come si prenota l’ingresso al ponte?

A scanso di equivoci, al momento non occorre alcun tipo di prenotazione. Infatti il percorso è accessibile sempre: giorno e notte e non ci sono controlli di alcun tipo. Motivo per cui si invita alla prudenza.

E’ difficile attraversare il ponte tibetano di Matera?

Percorrere i circa 22 metri di lunghezza del ponte è un gioco da ragazzi, certo dondola un tantino ma questo fa parte del suo fascino. Con un po’ di adrenalina e tanto divertimento questo è un luogo dove fare assolutamente qualche fotografia, o perché no… un breve video per TikTok (in tal caso segnalacelo, potrebbe finire qui al posto del video che segue!).

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E’ facile da raggiungere?

Il percorso per arrivare al ponte tibetano non è propriamente difficile, ma non è neanche come passeggiare tra i Sassi di Matera. Quindi prima di avventurarti per questo percorso ci sono alcune cose che mi sento di consigliarti.

Un aspetto fondamentale è il giusto tipo di calzatura, qui occorrono le scarpe da trekking. Sia chiaro, ho visto gente avventurarsi per queste strade con qualsiasi tipo di scarpa, ma attenzione perché le caviglie (e tutto il resto del corpo) sono in serio pericolo.

Il tragitto è molto accidentato ed il fondo del percorso varia molto, da terra “battuta” a tratti su roccia, fino a parti (le più pericolose) su pietrisco delle dimensioni di un pugno. Insomma è facilissimo prendere una storta oppure scivolare sull’erba. Farsi male durante una vacanza non è proprio il modo ideale per trascorrerla, senza contare che giacere sul fondo del burrone presuppone l’intervento di personale specializzato per il recupero. Insomma attenti.

Se hai deciso che questo percorso non fa per te, sappi che ci sono tanti altri percorsi più semplici (o più complessi) e che in ogni caso Matera è stracolma di cose fare e da vedere.

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Il percorso accidentato necessario a raggiungere il ponte Tibetano di Matera
Ecco i vari tipi di fondo che dovrete superare per raggiungere il ponte. Attenti alle storte e alla pioggia che rende il tutto scivoloso.

Attenzione al clima

Troppo sole

Un’altra considerazione importante riguarda le temperature. Matera sa essere davvero simile a Gerusalemme quando ci si mette, e la temperatura altissima è uno di questi aspetti. Sarebbe bello avere un cammello a disposizione quando si è in salita, soprattutto a Luglio e Agosto. Inoltre, a dispetto della presenza di un torrente intero a disposizione, non è possibile approvvigionarsi di acqua potabile. Infine il vento nella vallata del ponte tibetano di Matera è quasi sempre assente. In definitiva, la cosa migliore da fare, è evitare del tutto questo percorso durante le ore più calde per evitare colpi di calore.

Troppa acqua

E se piove? Se piove si cade, e se non sono stato ancora chiaro, il percorso è sia scivoloso che sdrucciolevole.

La giusta luce

Altra cosa da tener presente è la luce a disposizione. Quando le giornate si accorciano, in autunno e inverno, è facile farsi prendere dalla voglia di scendere poco prima del tramonto perché la luce incanta. Il ponte tibetano dall’alto sembra così vicino da poter essere raggiunto in 2 minuti. Non è così, bisogna scendere piano, anche se si è allenati. E per ritornare su ci vuole ancora più tempo.

Se fossi in voi, non vorrei trovarmi al buio né nel Parco della Murgia, né sul fondo del burrone. Non c’è luce che tenga, e poi ogni tanto è possibile fare incontri poco piacevoli con i cinghiali che perlustrano queste aree all’imbrunire.

Se ancora non sei convinto e vuoi portare la tua ragazza in un posto romantico come il ponte di sera leggi prima questo articolo, non l’unico ahimè, su alcuni ragazzi dispersi parco e poi recuperati dai vigili del fuoco.

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Ponte Tibetano di Matera nelle condizioni climatiche ideali
Ecco qui il ponte nelle condizioni climatiche ideali, questa foto scattata in una bellissima giornata di novembre, rende perfettamente l’idea del paesaggio idilliaco offerto dal ponte. Temperatura perfetta, luce calda, si respira serenità.

Il sentiero 406

Il sentiero 406 è un percorso escursionistico ideato dall’Ente Parco Murgia che attraversa il ponte tibetano di Matera. Essenzialmente copre l’itinerario che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, ma per completezza è bene riportarne le caratteristiche:

Denominazione Sentiero 406
Lunghezza Circa 1.84 km
Dislivello 200/350m
Luogo di partenza Centro visite del Parco, ubicato nel ex convento di Santa Lucia alla Civita (Sasso Caveoso). Quota metri: 354 s.l.m.
Luogo di arrivo Piazzale del Belvedere quota: 409 m s.l.m.
Località attraversate dal sentiero e toponimi significativi Torrente Gravina. Sant’Agnese, Madonna delle Tre Porte
Cartografia di riferimento Carta Tecnica Regionale. Database topografico della Regione Basilicata alla scala 1:5.000
Tipo di fondo Sentiero ciottoloso, calcareo, calcarenitico
Utilizzo attuale del sentiero Percorso Escursionistico – tracciato piuttosto impegnativo, per fondo e per lunghezza, ma comunque ben segnalato che richiede abbigliamento adatto e un minimo di allenamento
Utilizzo passato del sentiero Mulattiera di collegamento tra i rioni Sassi e Murgia Timone
Punti panoramici Porta Pistola, passerella sospesa sul torrente Gravina, piazzale del Belvedere
Elementi geologici Pareti rocciose stratificate di calcaree e calcareniti, cavità grottali
Elementi botanici e faunistici Timo selvatico, santoreggia, cespugli di euforbia adriatica, zafferanetto di Thomas, aglio moscato, finocchio selvatico, cappero comune; ululone appenninico, volpe, falco grillaio, poiana, corvo imperiale
Elementi architettonici Luoghi di culto, cavità grottali
Elementi religiosi Sant’Agnese, Madonna delle Tre Porte
Attraversamenti di corsi d’acqua Torrente Gravina
Altre caratteristiche rilevanti I due versanti della Gravina sono collegati da una passerella sospesa a 9 m di altezza
Approvvigionamento idrico No
Difficoltà E
Segnaletica Presente
Tempo di percorrenza (andata) Circa 1 ora
Tempo di percorrenza (ritorno) Circa 1 ora
Attrezzatura necessaria Scarpe da trekking
Attrezzatura consigliata Crema solare, acqua, pantaloni lunghi, antizanzare, cappellino ed abbigliamento a strati.
Sentiero percorribile tutto l’anno, preferibilmente in giornate non piovose

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Sentiero 406 tracciato con google earth
Ecco il tracciato del 406, come potete vedere, Matera si trova dallo stesso lato del torrente Gravina ed il ponte tibetano è l’unico punto in cui il sentiero lo attraversa

Per chi vuol saperne di più

Il ponte tibetano di Matera è stato realizzato nel 2015 e per un periodo è stato soggetto a prenotazione e al pagamento del ticket, adesso invece è una struttura liberamente accessibile.

E’ lungo circa 22 metri ed è alto 9m dal suolo, e seppure più basso dei fratelli maggiori lucani, si trova in una posizione che offre un panorama che ha dell’incredibile.

Viene indicato come ponte tibetano di Matera, anche se per essere più tecnici è definito come una passerella. Il passaggio infatti è estremamente agevole perché si cammina su larghe e comode assi di legno fissate su cavi di acciaio.

Un ponte tibetano propriamente detto (o nepalese, è la stessa cosa), è realizzato in maniera più essenziale e decisamente meno confortevole. Infatti è composto da due cavi di acciaio su cui poggiare le mani ed un unico cavo su cui poggiare i piedi. Questi tre cavi sono poi fissati gli uni agli altri con delle funi ausiliarie. In genere, i ponti tibetani, vengono utilizzati per le strade ferrate e di questi ce ne sono alcuni anche sulle nostre Dolomiti Lucane.

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Ponte tibetano con tre funi
Ecco un esempio di ponte tibetano con tre funi (la quarta è utilizzata per agganciare l’imbracatura) che è possibile percorrere lungo la strada ferrata Marcirosa di Pietrapertosa.

Se siete amanti di emozioni forti allora vi consiglio di esplorare i ponti maggiori della Basilicata, oltre che sulle Dolomiti Lucane (72m di lunghezza e 35m di altezza) ci sono ponti formidabili anche a Sasso di Castalda (300m di lunghezza a 120m di altezza) e dal 2021 a Castelsaraceno (568m di lunghezza a 80m di altezza) dove potrete provare un brivido sul ponte più lungo al mondo.

I ponti tibetani o nepalesi in Basilicata
I ponti tibetani o nepalesi in Basilicata. A confronto la distanza dal suolo e la lunghezza del ponte stesso. Gli omini non sono in scala, dovrebbero essere grandi la metà.

Alcune foto del Ponte Tibetano di Matera

Ecco qui alcune foto scattate durante una delle nostre escursioni a Matera.

 

Conclusioni

Insomma il sentiero 406 che attraversa il ponte di Tibetano di Matera è un percorso suggestivo, semplice se fatto con calma, ma che può degenerare facilmente se non si è cauti con il clima o se non si indossano le giuste calzature.

Il panorama poi che si ammira dalla vallata e dall’altro lato del percorso, da Murgia Timone, ripaga di tutto lo sforzo per raggiungerlo.

Da fare assolutamente in autonomia oppure con una brava guida escursionistica!

Se però non te la senti, allora consulta la nostra guida su Matera per scoprire le tante cose che offre questa città stupenda.

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